Il libro è uscito a metà degli anni Settanta, ma chi bazzica
le librerie
Remainder's potrebbe averlo trovato anche in tempi più recenti:
si tratta
del Catalogo di Oggetti Introvabili di Carelman, un'esilarante esposizione
di strumenti a volte geniali, spesso contorti e quasi sempre inutilizzabili
come il surreale "imbuto cilindrico" (studiato per recipienti dal collo
molto
largo), le "tenaglie molli" (non storcono il chiodo da estrarre) o la
"triscopa" (scopa a triplice spazzola che scopa tre gradini per volta).
Questo genere di invenzione surreale si allaccia a una tradizione
soprattutto francese, che va dall'orologio a vento di Cyrano de Bergerac
all'inchiostro trasparente per analfabeti di Chaval (autore anche del
"pianoforte con tasti taglienti per pianista-martire"), passando per
'acquario in vetro opaco (per pesci timidi) di Alphonse Allais e il "falso
rasoio per individui con barba finta" di Pierre Dac. Che cosa succeda
quando un'ispirazione del genere si combina con la mentalità svizzera
è
quanto si scopre visitando il sito del geniale Marcel Betrisey, proprietario
di un formidabile Atelier de Services Electroniques in quel di Sion. Fin
dalla homepage ( http://www.betrisey.ch/ ) l'attività di monsieur
Betrisey
è abbastanza intrigante: creazione di orologi, concezione di prototipi,
riparazioni elettroniche, riparazioni industriali, fabbricazione di pezzi
su
misura. Ma è esplorando il sito che si scopre che razza di idee
bizzarre
frullino nella testa a questo simpatico inventore pazzo, la cui passione
sembra essere quella di mescolare le forme e donare nuove funzionalità
a
oggetti vecchi.
L'invenzione di Betrisey più vicina alle follie di Carelman &
Co. è il
telefonino per beoni che trovate a http://www.betrisey.ch/natelval.htm
ma
qui ovviamente ci interessano maggiormente i suoi orologi: non tanto
quelli al quarzo, che si limitano a rigenerare in segnatempo oggetti insoliti
inserendovi un meccanismo non originali, ma quelli meccanici, che
offrono all'inventore l'occasione di studiare meccanismi originali e insoliti.
Una delle soluzioni preferite è l'alimentazione del movimento attraverso
la
caduta di una o più biglie: nel commento a Skyport
(http://www.betrisey.ch/skyport.htm), fabbricato con una casseruola e
alcuni tubi di acciaio inossidabile nati come ringhiere per piscina, si
legge
ad esempio.
Come si vede, Betrisey si riferisce ai suoi orologi chiamandoli per nome
. Queste brillanti soluzioni tecniche non vengono dunque applicate che
una sola volta, e vanno reinventate per ogni esemplare in modo da
soddisfare sia la precisione dell'orologio che il suo aspetto estetico.
Verrebbe voglia di descriverle tutte, ma qui ci fermeremo
all'elaboratissima "Le réveil" ( http://www.betrisey.ch/reveil.htm
),
fabbricata nel 1991 e programmabile con due funzioni di risveglio: la
prima accendeva lo stereo per mezz'ora, poi avviava la macchinetta del
caffè. La seconda, definita "draconienne", attivava un gong, faceva
rotolare una boccia in un toboga per riportarla in alto con un piccolo
ascensore, mentre un bicchiere si riempiva d'acqua e scendeva piano
piano per versarsi in un recipiente, mentre una decina di motori
attivavano campane a martello e altre amenità. L'oggetto (distrutto
nel
1997, e forse ci si può immaginare perché) riusciva anche
a fotografare
gli spettatori, e il sito offre una piccola galleria di polaroid stupefatte.
I prezzi degli oggetti di Betrisey riflettono esclusivamente il tempo
impiegato per la fabbricazione: un buon modo per calcolare il costo di
un'opera su ordinazione, anche se dal listino prezzi scopriamo che
almeno in un caso Monsieur Betrisey ha accettato in pagamento una
cassa di vini (l'oggetto venduto si chiamava "Tire-bouchon", "cavatappi",
ma il sito non rivela se servisse davvero ad aprire bottiglie). Se decidete
di andarlo a trovare, seguendo le dettagliate istruzioni offerte dalla
pagina
apposita, cercate di telefonargli prima perché apre solo su
appuntamento. E la domenica è chiuso.